«Vicini all’avvocatura più fragile»: Giuseppe Fera e le sfide per la Cassa Forense del futuro

Siamo in compagnia dell’Avv. Giuseppe Fera, Delegato Congressuale ai Congressi di Genova (2010) Bari (2012) Venezia (2014), Rimini (2016), Catania (2018), componente del Comitato dei Delegati di Cassa Forense nelle Consiliature 2019 – 2022 e 2023 – 26, e oggi candidato capolista nella lista uno del Distretto della Corte d’Appello di Napoli (comprendente i Fori di Napoli, Napoli Nord, Nola, Benevento, Avellino, Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata).

L’Avv. Giuseppe Fera del Foro di Napoli è anche un esponente di punta della Associazione Nuova Avvocatura Democratica, presieduta dalla Collega Anna Mondola.

Approfittiamo della sua presenza per rivolgere a lui alcune domande riguardanti le prossime elezioni dei Delegati al Comitato dei Delegati di Cassa Forense per la consiliatura 2027 – 2030.

– Innanzi tutto La ringraziamo per la Sua disponibilità a rilasciare delle dichiarazioni al nostro giornale.

– Grazie a Voi per la preziosa occasione di confronto offerta

–Dalla presentazione deduco che la Sua esperienza, a livello associativo (prima) e a livello istituzionale (poi), può considerarsi di tutto rilievo …

– Nell’intero percorso, insieme ai colleghi che hanno condiviso questo viaggio e senza i quali nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile, abbiamo sempre cercato di tenere al centro un approccio di vicinanza all’avvocatura, con particolare predilezione per quella più fragile, nella convinzione che in essa possano trovarsi risorse umane preziosi che possono contribuire ad un futuro migliore per la categoria

– Dell’esperienza di Delegato al Congresso, che abbiamo avuto il piacere e l’onore di condividere in passato (ricordo Venezia 2014 e Rimini 2016), cosa Le è rimasto?

-Fondamentale per avere una visione complessiva delle avvocature. Un’esperienza indispensabile per capire che è centrale lo sforzo per fare sintesi fra le esigenze delle varie avvocature.

-E dall’esperienza di Delegato in Cassa Forense?

– Da questa esperienza è, di contro, discesa la certezza che le possibilità di avanzamento della categoria sono attuabili esclusivamente ove si sviluppi adeguatamente una capacità di sintesi, secondo criteri di giustizia, che diano adeguato accesso alle istanze più ineludibili e sensibili che ognuna delle “avvocature” presenti nel corpus dell’Avvocatura esprimono

– Questa è la sua terza candidatura consecutiva al Comitato dei Delegati di Cassa Forense; cosa pensa di poter dare ancora all’Avvocatura napoletana e Nazionale?

– C’è ancora tanto lavoro da portare a termine. Penso alla razionalizzazione dell’assistenza; penso al restyling della previdenza in relazione alle criticità più evidenti (e per fortuna risolvibili) riguardanti l’ultima riforma previdenziale; penso all’individuazione di strumenti che possano far ricadere nell’immediato sulla platea degli iscritti la grande resa degli investimenti. Su tutti questi temi, personalmente (e con me gli amici della lista Insieme per l’Avvocatura a Napoli) sostengo convintamente un approccio di sensibilità e vicinanza alla fascia più fragile dell’avvocatura, sempre nel rispetto della sostenibilità finanziaria, responsabilità legalmente e moralmente ineludibile al cospetto delle prossime leve di colleghi;

– Stando al Rapporto Annuale Censis, pubblicato nel Maggio 2026 e relativo al 2025, la situazione complessiva della Avvocatura, da un punto di vista generale, non sarebbe negativa, anzi … tuttavia restano ancora sacche di difficoltà, in capo ad alcuni iscritti. Cosa ne pensa?

– Bisogna sforzarsi di mettere in moto tutte le colleghe e tutti i colleghi che stanno accusando i colpi delle ripetute crisi di questi anni. Un’Avvocatura può dirsi grande anche nel saper individuare le fasce di difficoltà recuperabili e mettere a disposizione tutti gli strumenti per il superamento della stessa;

– Ci sono soluzioni nel breve – medio termine, a questo problema, a Suo giudizio?

– Insieme agli uscenti di lista uno, a titolo esemplificativo e non esaustivo, si è contribuito a: ridurre i minimali di 1105 euro annui; ampliare la riduzione delle sanzioni al 60% in caso di regolarizzazione spontanea; azionato le camere di conciliazione come strumento di flessibilizzazione del regime sanzionatorio al cospetto di specifici casi di comprovata gravità

– Chiudiamo l’intervista con un invito. Cosa diciamo ai Colleghi che devono venire a votare dal 5 al 9 Ottobre 2026?

-In tutta Italia, valutate con attenzione la storia di chi vi chiede il voto e scrutatene scrupolosamente gli intenti dichiarati. Fate attenzione a distinguere le promesse credibili da quelle palesemente inattuabili. E su Napoli…votate scrivendo LISTA UNO.

Grazie all’Avvocato (e Amico) Giuseppe Fera per la sua disponibilità.

Nicola Zanni

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