Siamo in compagnia dell’Avv. Loredana Papa, già Consigliera del COA Bari (anni ’17 – ’18) e già Delegata al 33° Congresso Nazionale Forense, tenutosi a Rimini, nell’Ottobre 2016.
Approfittiamo della sua presenza per rivolgere a lei alcune domande riguardanti le prossime elezioni dei Delegati al Comitato dei Delegati di Cassa Forense per la consiliatura 2027 – 2030.
– Innanzi tutto La ringraziamo per la Sua disponibilità a rilasciare delle dichiarazioni al nostro giornale.
– E’ un piacere far giungere la mia voce alle colleghe e ai colleghi attraverso la vostra associazione che si distingue per essere molto presente nei luoghi in cui svolgiamo la professione e nei luoghi istituzionali.
– Una curiosità: dopo essere stata lontana dalla politica Forense attiva (ricordiamo che il Suo mandato consiliare è cessato il 31 Dicembre 2018 e, nonostante avesse ben figurato all’interno della compagine consiliare, ha preferito non continuare nell’esperienza), ha deciso di rimettersi in gioco. Perché?
– Credo che se si svolge il nostro lavoro con impegno e passione -come è per me- non ci si possa disinteressare delle questioni che riguardano proprio la nostra professione, delle problematiche che la coinvolgono e delle sfide che il futuro pone dinanzi agli avvocati e alle avvocate.
– Dell’esperienza di Delegata al Congresso e dell’esperienza consiliare, cosa ha imparato (se mi si passa il termine)?
– Ho imparato tanto: ho approfondito i temi delle legge professionale, mi sono confrontata con tanti colleghi e colleghe ed ho appreso le dinamiche tanto diverse dell’esercizio della professione nelle diverse sedi giudiziarie e nelle varie materie, ho verificato l’impatto delle specializzazioni, mi sono confrontata con i giovani che accedono alla professione cercando di comprenderne le istanze e con chi aspira ad ottenere il titolo di cassazionista confrontandomi con le necessità di chi segue i corsi propedeutici.
– Cosa pensa della scelta (finalmente) unitaria dell’Avvocatura barese, dopo tanti anni di divisioni interne alla stessa?
– Sono molto contenta: credo davvero nel lavoro di squadra che consente sempre, pur attraverso il confronto dialettico anche tra posizioni non concordi, di giungere ad un risultato migliore perché più completo.
– Conoscendo la Sua professionalità e la Sua preparazione, certamente la candidatura è da considerarsi “di peso” (e conoscendo la Sua ritrosia, tenderà a minimizzare il complimento); cosa pensa di poter dare all’Avvocatura, una volta eletta nel Comitato dei Delegati di Cassa Forense?
– La mia candidatura è solo un punto di partenza, un generoso atto di fiducia nei miei confronti di tutti coloro che l’hanno proposta e sostenuta: da parte mia mi impegnerò ad ascoltare, a confrontarmi, a studiare, ad approfondire e ad essere presente per fornire il mio contributo perché Cassa forense offra alle avvocate e agli avvocati strumenti di sostegno alla professione sempre migliori e garantisca un futuro previdenziale sereno a tutti.
– Stando al Rapporto Annuale Censis, pubblicato nel Maggio 2026 e relativo al 2025, la situazione complessiva della Avvocatura, da un punto di vista generale, non sarebbe negativa, anzi … tuttavia restano ancora sacche di difficoltà, in capo ad alcuni iscritti. Cosa ne pensa?
– Si è vero l’Avvocatura cresce ma soffrono ancora le donne che entrano in gran numero nella professione ma poi la abbondonano in numero superiore rispetto agli uomini; soffrono i giovani che si affacciano in numero sempre minore alla professione e la abbandonano scegliendo percorsi di lavoro a volte meno gratificanti ma più sicuri. Il Rapporto Censis è utile strumento perché si può governare ciò che si misura.
– Ci sono soluzioni nel breve – medio termine, a questo problema, a Suo giudizio?
Nel breve termine Cassa forense può ampliare i tanti strumenti di welfare attivo che pure già mette a disposizione a sostegno della professione e della famiglia; inoltre occorre secondo me aprire un canale di comunicazione con l’Università per riportare i giovani a scegliere con entusiasmo, coraggio ed orgoglio la nostra professione, difficile sì ma anche affascinante e che riveste un ruolo fondamentale nella società.
– I candidati di una lista della Corte d’Appello di Napoli (lista capeggiata dal Delegato uscente Giuseppe Fera) parla di potenziale riduzione dei contributi previdenziali a poco più di 1000,00 euro annui. A Suo giudizio, è possibile attuare una drastica riduzione dei contributi previdenziali?–
– Credo che sia necessario non perdere di vista la sostenibilità del sistema previdenziale.
– Previdenza Solidale è il motto della lista che vede la presenza del Delegato uscente Antonio Benegiamo. Contrariamente al passato (quando si è assistito alla presenza di tre/quattro liste), stavolta si è deciso di unire le forze. Cosa pensa di questo?
– Penso che sia corretto e giusto spendere le energie di ciascuno e di tutti noi per contribuire a migliorare il sistema previdenziale ed assistenziale forense.
– Chiudiamo l’intervista con un invito. Cosa diciamo ai Colleghi che devono venire a votare dal 5 al 9 Ottobre 2026?
– Il voto è la più alta espressione dei sistemi democratici, in questa tornata elettorale basata sul voto di lista e su base distrettuale è fondamentale che si partecipi al voto, perché un alto numero di votanti garantirà al Foro di Bari una corrispondente elevata rappresentanza nel Comitato dei delegati di Cassa forense.
Noi candidati insieme alle forze che ci sostengono abbiamo scelto di unire le energie: premiate questa scelta garantendo con il vostro voto al Foro di Bari e così a ciascuno e ciascuna di voi di essere rappresentato/a nella misura che merita per garantire il futuro di tutti.
