Tanto non cambia nulla…

Come ad ogni tornata elettorale Forense che si rispetti, spuntano da ogni parte coloro i quali (meno giovani e giovani) dichiarano la propria avversità alle elezioni, corredata dalle frasi “tanto non cambia nulla”, “vanno lì a fare i fatti propri”, “se vogliono essere eletti, è perché hanno il loro tornaconto personale”, ecc.

A ben vedere, sono le stesse frasi che i più disfattisti (altrimenti detti signori del bar dello sport) puntualmente mettono fuori sempre e rispecchiano esattamente le frasi che si dicono durante le varie campagne elettorali (politiche, scolastiche, ecc.): c’è sempre un interesse sotteso alla partecipazione alla campagna elettorale, stando a questi soloni i quali preferiscono rimanere sugli spalti a vedere la partita e ad indicare ciò sarebbe meglio fare e ciò che invece sarebbe da evitare.
Scendere nella contesa elettorale e sporcarsi le mani? Mai sia. Noi vi indichiamo la strada maestra e, se non la seguite, è perché perseguite i vostri particolari interessi.
Le associazioni? Meglio la peste bubbonica, invece di farne parte?
Meglio, allora, sproloquiare sui social, indicando la strada verso la terra promessa, magari affidandosi a guru e personaggi in passato in auge e che oggi devono trovare un modo per non cadere nell’oblio.
Le elezioni a Cassa? Servono a chi si candida per andare i fatti propri a Roma?
Le elezioni all’Ordine? Servono a chi viene eletto per rafforzare la propria posizione (e ci voleva pure la riforma della Legge Professionale, per rafforzare questa opinione, con l’abolizione del divieto di assumere incarichi giudiziali, durante il mandato consiliare).
Le elezioni dei Delegati Congressuali? Servono agli eletti per andare alla gita.
Luoghi comuni che i social (e le pecore che vi scrivono) hanno rafforzato.
Mai nessuno che si metta in discussione! Nai!
Non c’è più l’ignoranza di una volta, signora mia!
Lucignolo

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