Il SI’ e il NO: Operatori del Diritto a Confronto

Si è svolto presso la Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari in data 27/02/2026 un evento formativo e molto partecipato dal titolo: “Il SI’ ed il NO: Operatori del Diritto a Confronto” organizzato dalla Associazione Futuro@Forense.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente del COA avv. Salvatore D’Aluiso, della Presidente della Associazione Forense di Polignano “Piero Calamandrei” avv. Isabella Masi e del Tesoriere della Associazione Futuro@Forense avv. Nicola Zanni, si è entrati nel vivo dell’evento che è stato moderato dalla sottoscritta, Consigliera COA e Presidente della Associazione Futuro@Forense, la quale già in precedenti occasioni ed anche durante l’incontro del 27/02/2026 ci ha tenuto a precisare che la posizione della Associazione Futuro@Forense è assolutamente neutrale, non avendo voluto esprimere una posizione netta a favore del sì o a favore del no, proprio perché non è una questione politica, quanto piuttosto personale e anche perché, all’interno della stessa associazione, vi sono posizioni divergenti che non avrebbero giustificato una presa di posizione netta e precisa per il sì o per il no.

Il tema del confronto è scaturito proprio dal bisogno di volersi e di voler informare in maniera tecnica e critica in un’ottica di confronto alla pari i colleghi e le colleghe del nostro Foro in vista del prossimo appuntamento elettorale rappresentato dal Referendum Confermativo previsto per il 22 ed il 23 marzo p.v. in cui saremo chiamati ad esprimere un voto in ordine alla conferma o meno della Riforma dell’Ordinamento Giudiziario il cui testo è stato pubblicato in G.U. il 30/10/2025.

Si è pensato infatti di mettere a confronto proprio gli operatori del diritto, ovvero un magistrato ed un avvocato favorevoli alla riforma ed un magistrato ed un avvocato invece contrari.

Ospiti del pomeriggio sono stati il Consigliere di Corte di Cassazione dott. Valentino Lenoci per il no e il Consigliere dott. Pietro Errede per il sì, mentre per gli avvocati vi erano la collega ed amica avv. Adalisa Campanelli per il no ed il collega e Consigliere COA avv. Guglielmo Starace per il sì, ai quali va il nostro più sentito e sincero ringraziamento per aver accettato l’invito.

L’incontro è stato moderato dalla sottoscritta, alla quale è spettato il compito di introdurre l’argomento e di porre delle domande agli ospiti.

In buona sostanza il dibattito si è incentrato su tre temi: perché il sì al referendum e perché il no al referendum, sulla creazione di due CSM e sulla loro composizione in parte mediante il sorteggio e, infine, la previsione contenuta nel testo riformato dell’art. 105 della Costituzione sulla istituzione dell’Alta Corte Disciplinare anch’essa composta in modo misto ed in parte mediante sorteggio.

A ciascuna domanda si sono ascoltate le opinioni del magistrato e dell’avvocato contrari alla riforma e quelle del magistrato e dell’avvocato invece favorevoli alla riforma.

Le perplessità più evidenti che sono emerse sono certamente ricollegabili al criterio del “sorteggio” di una parte dei componenti i due CSM – in virtù della eventuale suddivisione tra magistrati giudicati e magistrati requirenti – e di una parte dei componenti la stessa Alta Corte Disciplinare.

I sostenitori del no ritengono che la “Magistratura” ove la riforma entrasse in vigore, potrebbe far perdere quella autonomia di cui gode oggi da 80 anni, in quanto potere giudiziario autonomo e non soggetto ad alcun altro potere se non alla legge, cosa che non sarebbe più se avessimo dei magistrati requirenti e dei magistrati giudicanti.

La avvocatura del no alla riforma sostiene (avv. Adalisa Campanelli) che, avendo bisogno la riforma di tutti i decreti attuativi, si correrebbe il rischio di dover staccare “un assegno in bianco”, col conseguente altrettanto rischio di minare quei principi di garanzia di cui oggi godiamo e che i nostri Costituenti hanno fortemente voluto e impresso nella Costituzione.

I sostenitori invece del sì alla riforma ritengono che mediante la “separazione delle carriere” si attuerebbe in modo concreto e sostanziale quel principio del giusto processo stabilito all’art. 111 della Costituzione.

Obiettivamente da ambo le parti si è sostenuto che la scelta del legislatore di affidare al “sorteggio” la composizione di una parte dei due CSM e dell’Alta Corte Disciplinare sia opinabile.

Per i sostenitori del no alla riforma è addirittura censurabile la scelta del criterio del “sorteggio”, mentre i sostenitori del sì si sono soffermati sul perché si sia arrivati ad introdurre la necessità del sorteggio, forse per permettere a tutta la magistratura anche quella non aderente a correnti più o meno forti di fare parte del CSM, ovvero, come è stato definito dagli stessi magistrati, dall’organo amministrativo della magistratura.

Stesse considerazioni in ordine al sorteggio nella composizione dell’Alta Corte Disciplinare e stesse conclusioni dei nostri relatori.

Su un punto tuttavia si è stati tutti d’accordo (magistratura ed avvocatura), ovvero la previsione contenuta nel testo dell’art. 105 Cost. comma 7 relativo alla eventuale fase di impugnazione delle decisioni dell’Alta Corte Disciplinare e della necessità, quindi, di costituire almeno due sezioni dell’Alta Corte stessa a cui assegnare le eventuali impugnazioni che, evidentemente, non potranno essere solo e soltanto per ragioni di merito ma anche di legittimità (art. 111 Cost.) a cui comunque si potrà porre rimedio mediante ricorso in Cassazione a Sezioni Unite.

L’incontro è stato davvero molto partecipato e ha dato spazio ai colleghi e alle colleghe presenti di fare anche delle considerazioni personali che davvero hanno arricchito tutti.

L’incontro, infine, ha riconosciuto ai partecipanti ben 3 crediti ordinari.

Altri momenti di confronto ci aspettano durante questo anno e, quindi, non ci resta che ricordare il nostro motto:

NOI CI SIAMO!

Eugenia Acquafredda

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