Dopo anni di divisioni, di guerra fra le avverse fazioni, dopo commissariamenti dovuti alla sfrenata voglia di qualcuno di comandare (salvo poi far sprofondare le casse dell’Ordine, in una voragine mostruosa che avrebbe rischiato di far arrivare ad un ulteriore commissariamento, questa volta con l’intervento della Procura Generale della Corte dei Conti), dopo la voglia di mantenere le barricate (noi, bravi, di qui e voi, reietti, di lì), per la prossima competizione elettorale che si terrà dal 5 al 9 Ottobre 2026, per l’elezione dei componenti del Comitato dei Delegati di Cassa Forense, per il quadriennio 2027 – 2030, finalmente si è deciso di andare uniti verso le elezioni suddette. Il Foro di Bari si è finalmente ritrovato intorno a nomi condivisi perché alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense vadano persone che il Foro stesso riconosce suoi, senza distinzione di bandiera.
Il Foro barese presenta la lista “Previdenza solidale” che può, senza timori di smentita, essere definita una lista unitaria. Infatti, intorno ai candidati Loredana Papa (già Delegata al 33° Congresso Nazionale della Avvocatura, tenutosi a Rimini, nel 2016 e già Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Bari, dall’Ottobre 2017 al 31 Dicembre 2018), Antonio Benegiamo (Delegato Cassa uscente, nonché già Consigliere Segretario dell’Ordine nei periodi 2015 – 2017, 2017 – 2018 e 2019 – 2022), Maria Grazia Perchinunno e Giovanni Anaclerio, si può dire che tutto il Foro faccia quadrato perché questi lo rappresentino, in quella Istituzione, nella sua interezza. Senza bandiera, senza medaglia da appuntarsi sul bavero della giacca, senza dover dire “io conto più di te” (come si è sentito dire, da parte di mezzi esponenti di associazione). E possiamo dire, senza timori di smentita, che finalmente si è deciso di unire le forze.
Questa lista unitaria rappresenta la sconfitta epocale di chi, per tanto tempo, ha voluto estremizzare un confronto tra diverse visioni dell’Avvocatura, rendendolo una macchietta di altri tempi, con i buoni (loro) e i cattivi (gli altri) l’un contro l’altro armati. E rappresenta l’ulteriore schiaffo in faccia ben assestato a chi, senza avere i numeri e pretendendo (non si capisce bene in base a quale principio) di dettare legge anche nel mondo dell’Avvocatura, si è ritrovato, dopo anni di potere effimero e pontificazioni basate sul nulla, a vagare per vari mondi, questuando un briciolo di incarichi perché, senza questi, avrebbe dovuto tornare (rectius, iniziare) a lavorare.
E allora grazie a chi si è sforzato di tentare una riductio ad unum di un Foro (fino ad oggi) dilaniato e che, finalmente, sta ritrovando unità di intenti e di forze perché Bari possa rappresentare una seria ed affidabile realtà dell’Avvocatura italiana.
Nicola Zanni
