Dopo il caso degli Avvocati di Perugia, intercettati nel carcere del capoluogo umbro, mentre erano a colloquio con i propri assistiti, scatta il caso degli Avvocati di Napoli intercettati e monitorati nelle aule di udienza. Ciò che la Costituzione e la Legge (quelle che qualcuno dichiara di essere il faro della propria vita) impongono, da questo qualcuno viene violato, in nome di concetti che il comune cittadino conosce (rispetto della Legge, i colpevoli in carcere) e che qualcuno evidentemente ritiene essere la norma: la figura dell’Avvocato e quella dell’assistito coincidono e, se un Avvocato difende un colpevole di qualunque tipo di misfatto (penale o civile, non importa, visto che anche il debitore è inadempiente per la Legge) è egli stesso come il suo assistito.
Un episodio simile, è stato ricordato qualche giorno fa, si è verificato in relazione al c. d. caso Garlasco, quando la Procura di Pavia – per incriminare Alberto Stasi – autorizzò l’intercettazioni dei colloqui difensivi tra il compianto Prof. Giarda (non l’ultimo dei cialtroni) e Alberto Stasi, E la situazione è peggiorata allorquando si sono dati in pasto all’opinione pubblica i nastri delle intercettazioni.
Non una parola da chi si è reso responsabile dei fatti di cui sopra, né una parola da chi, politicamente, ha sempre difeso un certo modo di vedere la Legge. Il CNF ha stigmatizzato il comportamento tenuto da chi, a Perugia e a Napoli (ma questi casi possono solo essere la punta dell’iceberg), ha autorizzato un certo tipo di comportamento che, oltre ad essere lesivo della Legge (e ci mancherebbe!), costituisce l’evidente dimostrazione della barbarie giuridica cui si è giunti: chi difende un mascalzone, è anch’egli un mascalzone. Fine del discorso.
Al di là di una interrogazione Parlamentare presentata in Parlamento, non si è assistito alla necessaria levata di scudi della Politica, che è sempre pronta a dire la sua su ogni questione, anche su quelle che non riguardano la Politica. I mass media, al pari della Politica, sono risultati latitanti; eppure sono sempre pronti a puntare l’indice contro questa o quella disfunzione, in nome del noi siamo i guardiani della democrazia.
La democrazia, appunto. A giorni ricorrerà l’80° del referendum che ha portato alla nascita della Repubblica Italiana e dell’approvazione, nel 1947, della Costituzione repubblicana (entrata in vigore l 1° Gennaio 1948). Uno dei principi fondamentali dii questa è l’art. 24 la quale, al c. 2, sancisce che “la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.
E’ vero che le prove raccolte in barba alla Legge, sono inutilizzabili. Ma è altrettanto vero che questo comportamento mostra come a qualcuno non importi della Legge, visto che utilizza certi metodi.
La situazione sta sfuggendo di mano, a qualcuno. E qualcun altro, anche dei nostri, tace …
Nicola Zanni*
*Delegato al 36° Congresso Nazionale Forense
