Decreto Sicurezza. La posizione di Futuro@Forense

L’associazione Futuro@Forense esprime non poche perplessità per il contenuto del testo dell’art. 30 bis del decreto sicurezza che è stato approvato al Senato il 17/04/2026.

Nello specifico, si contesta la parte in cui, di fatto, si subordina il compenso dell’avvocato alla presentazione di domanda di “rimpatrio volontario” da parte dello straniero e alla verifica che, tale rimpatrio, sia effettivamente avvenuto, nonché si contesta la limitazione all’accesso al beneficio del Patrocinio a Spese dello Stato in caso di impugnazione dei provvedimenti di espulsione dello straniero.

Appare evidente in questo scenario un conflitto di interessi tra il difensore ed il proprio assistito, poiché l’esercizio del diritto di difesa verrebbe subordinato ad un “incentivo” economico pari ad € 615,00 in favore del professionista, il quale diventerebbe strumento in mano a politiche governative ed obiettivi di governo.

Tale previsione è del tutto incompatibile con i principi che hanno ispirato ed ispirano la nostra Costituzione oltre che con i principi dettati dal codice deontologico forense, dato che la nostra non è una obbligazione di risultato bensì di mezzi e perché l’avvocato verrebbe pagato in quanto subordinato alle logiche dettate dal governo non potendo, invece, esercitare il proprio patrocinio in piena libertà ed autonomia come prevede il codice deontologico.

Si auspica che la Camera dei Deputati voglia emendare anzi totalmente espellere dal testo in approvazione tale disposizione di cui all’art. 30 bis perché la norma, così come attualmente licenziata al Senato, lede in modo evidente i principi fondanti il nostro ordinamento (art. 24 Costituzione) e la autonomia ed effettività della professione forense.

Il diritto di difesa deve rimanere libero, accessibile ed effettivo per tutti senza poter essere piegato a logiche diverse che minano la stessa fiducia dei cittadini in ordine alla amministrazione della giustizia e alla convinzione di vivere in uno Stato di diritto.

L’associazione Futuro@Forense, pertanto, sostiene con forza l’iniziativa intrapresa dall’Organismo Congressuale Forense, ovvero lo stato di agitazione della Avvocatura proclamata dall’OCF con il proprio comunicato del 18/04/2026.

                                                                                                                                        Per il Direttivo di Futuro@Forense

Avv. Raffaele Magarelli

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