Decreti aiuti quater: il Superbonus e la Legge di Bilancio

La legge di Bilancio non si limita a spostare in avanti i termini previsti dal decreto Aiuti quater, ma riscrive, quasi da zero, tutto il calendario della fase transitoria che farà atterrare, in modo piuttosto brusco, il superbonus dal 110% al 90 per cento nel 2023. Che, tra l’altro, lo sconto fattura 90% varrà per i soli lavori eseguiti nell’anno 2023.
Questo si desume dall’emendamento del Governo alla manovra, stando alle ultime bozze nelle quali viene anche prevista l’esclusione da ogni riapertura delle date già previste per gli immobili diversi dai condomìni.

Così, tra le molte modifiche di queste ultime settimane, fa capolino un nuovo termine: il 18 novembre 2022 , data entro la quale sarà essenziale avere approvato la delibera condominiale per poter beneficiare della riapertura dei termini per le Cilas fino al prossimo 31 dicembre 2022.

ATTENZIONE A QUESTO PASSAGGIO: le delibere previste entro il 18 novembre 2022 devono contenere l’approvazione del QEG (quadro economico generale), il CME (computo metrico estimativo) e la PROGETTAZIONE (che nulla a che fare con la pre fattibilità). Non solo: le delibere dovranno avere data “certa” e, essendo una prova diabolica per le delibere assembleari, il Deloytte, vuole, già prima della validazione per trasformare il credito in denaro, attraverso il criterio della cessione, delle raccomandate di spedizione avverso i condomini (che portano in seno la data certa) e di trasmissione delle medesime raccomandate per gli assenti. Ovvero una marca da bollo riportante la data “certa” del 18 novembre 2022. E dulcis in fundo, ex art 1135 comma 1 nr 4 la costituzione del fondo lavori da parte dei condomini, a garanzia degli appaltatori, nella denegata ipotesi di non accoglimento dello sconto in fattura 110%.

ECCO COME RENDERE IMPOSSIBILE IL PROSEGUO DEL SUPERBONUS 110.
L’esecutivo, in sostanza, ha deciso di non riaprire in maniera indiscriminata le porte a chi voglia presentare una Cilas in Comune per salvare il 110% anche nel 2023. Ha, invece, individuato delle situazioni da tutelare maggiormente: quelle dei condomìni nei quali «la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori risulta adottata in data antecedente» all’entrata in vigore dell’Aiuti quater, quindi, entro il 18 novembre 2022. In questi casi, una Cilas presentata entro il 31 dicembre basterà per aprire le porte del 110% anche per il prossimo anno. Chi, invece, ha approvato una delibera tra il 19 novembre (l’entrata in vigore del decreto) e il 24 novembre (il limite già individuato dall’Aiuti quater) avrà un trattamento parecchio diverso. Per loro resta ferma la condizione di avere una Cilas presentata entro il 25 novembre per mantenere il 110% nel 2023.

L’idea, insomma, è di escludere dalla riapertura tutti quei condomìni nei quali c’è stata la corsa ad approvare le delibere dopo l’Aiuti quater. Probabilmente, per ridurre i costi dell’intervento: nei sei giorni esclusi dalla manovra le delibere sono state migliaia in tutta Italia. Un rinvio indiscriminato, allora, sarebbe costato sino a 300 milioni di euro. Più lineare il caso degli interventi di demolizione con ricostruzione: l’istanza per acquisire il titolo abilitativo potrà essere presentata tino al 31 dicembre prossimo (dal vecchio 23 novembre) e comunque salvare il 110% nel 2023. Non cambia, però, soltanto il calendario. L’emendamento del Governo, infatti, pone una nuova condizione per
dimostrare la veridicità della data della delibera condominiale.

Servirà, infatti, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dall’amministratore di condominio o dal condòmino che ha presieduto l’assemblea, quando non vi è l’obbligo di nominare l’amministratore (negli edifici dagli otto condòmini in giù). Questa dichiarazione si porta dietro la relativa responsabilità penale, in caso di falso (con reclusione fino a due anni, in base all’articolo 483 del Codice penale).

Le novità in arrivo non riguardano, però, solo il superbonus. La legge di Bilancio, infatti, proroga il bonus barriere architettoniche del 75%: sarebbe scaduto a fine 2022, sarà invece prorogato fino al 31 dicembre del 2025. Non cambiano le regole: lo sconto fiscale si applicherà alle spese sostenute «per la realizzazione di interventi direttamente finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti». Per questa agevolazione, poi, vengono fissate regole speciali per le assemblee condominiali. Per le delibere che approvano lavori di rimozione delle barriere servirà la maggioranza dei partecipanti che rappresenti un terzo del valore millesimale dell’edificio. Un intervento che riprende, quasi letteralmente, la norma già prevista in materia di superbonus.

Tra il decreto Aiuti quater, approvato mercoledì 21 dicembre 2022 dal Senato con la fiducia, e la manovra, che avrà l’ok della Camera venerdì 23 dicembre 2022, si chiariscono meglio i contorni degli interventi sul superbonus 110%, dopo le polemiche e le tante ipotesi avanzate nelle ultime settimane. Condomini, proroga al 31 dicembre per la Cilas Il Dl Aiuti quater ha abbassato il rimborso garantito dallo Stato per i lavori di efficientamento energetico degli edifici dal 110 al 90%, ma aveva originariamente stabilito che chi avesse presentato in Comune la Cilas (la Comunicazione di inizio lavori asseverata superbonus) entro il 25 novembre avrebbe potuto conservare lo sconto del
110% sui lavori anche nel prossimo anno. Adesso, grazie a un emendamento del Governo alla legge di bilancio – che era stato sollecitato in un ordine del giorno al decreto legge – il termine per i soli condomini è stato prorogato al 31 dicembre, alla condizione che le assemblee abbiano deliberato i lavori entro il 18 novembre (servirà una dichiarazione sostitutiva di atto notorio), data dell’entrata in vigore del Dl. Se invece la delibera è stata varata tra il 19 e il 24 novembre, il termine massimo per la Cilas resta il 25 novembre. Come per tutti gli altri immobili diversi dai condomini. Cessioni dei crediti, sale a cinque il numero massimo L’altra partita su cui si è giocato al doppio tavolo è quella della cessione dei crediti d’imposta, una delle forme con cui si può accedere al superbonus, ossia trasferendo la detrazione del 110% ad altre imprese, banche, enti o professionisti. Nel Dl Aiuti quater, con un emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato, si è deciso che il numero massimo di cessioni da parte di soggetti “qualificati”, numero che all’esordio era illimitato, passerà da quattro a cinque. La prima sarà libera, poi ce ne saranno tre (e non più due) verso banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni e, alla fine, avverrà il trasferimento da banca a correntista partita Iva. Possibili garanzie Sace Allo stesso tempo è stato previsto che la Sace possa concedere garanzie in favore delle banche, delle istituzioni finanziarie e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia che concederanno alle imprese impegnate in interventi di edilizia finanziamenti «strumentali a sopperire alle esigenze di liquidità», a causa della mancata monetizzazione dei crediti fiscali. La norma precisa che i crediti di imposta eventualmente maturati dalle stesse imprese alla data del 25 novembre 2022 possono essere considerati dalla banca o dall’istituzione finanziatrice quale parametro ai fini della valutazione del merito di credito e della disposizione delle relative condizioni contrattuali.

Felice Falagario

Author: admin