Memorie di infanzia, il gioco delle sedie

Chi di voi non ricorda il famoso gioco delle sedie musicali?  Si tratta di quel molesto e scortese gioco, ad eliminazioni successive, che di solito termina con una fragorosa litigata generale provocata a mestiere dal “fesso” rimasto in piedi.

Ebbene, Vi confesso un segreto. Quel gioco a me, per una serie assolutamente insolita di ragioni, era vietato.

Puntualmente venivo confinato ai margini del circuito e deputato alla gestione della musica.

Me reietto, pensavo stupidamente, ancora una volta lontano dal gioco.

Inevitabilmente negli anni ho maturato una notevole tecnica ed esperienza nel gestire la musica riuscendo finanche – e qui lo confesso – a determinare le sorti del gioco privilegiando ora l’uno ora l’altro.

Fatevene una ragione, potrà cambiare la musica o la dislocazione delle sedie, ma sarò sempre Io a decidere chi resterà in piedi.

Dimenticavo, se proprio avete ancora voglia di giocare Vi regalo il pensiero dello scrittore ucraino Stanisław Jerzy Lec:

“È facilissimo trasformare le marionette in impiccati. Le corde ci sono già”

Perdonatemi ma si è fatto tardi ed il dovere mi chiama, ho un nuovo gioco da organizzare.

Fidatevi,

Io sono

il Grillo

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