Futuro@Forense nel C.N.A.F.

Con la sottoscrizione dello Statuto e dell’Atto costitutivo, il 14 settembre 2019 è stato ufficializzato il Coordinamento
Nazionale delle Associazioni Forensi (più brevemente CNAF). Nove le Associazioni firmatarie, cui – immediatamente dopo la
sottoscrizione – ha inteso aderire un’altra Associazione. Dunque, allo stato (e momentaneamente) ben dieci associazioni forensi
territoriali (da Roma a Catania, passando per Napoli, Cosenza, Cassino, Bari e Cagliari) ne fanno parte.
W il CNAF.
Potrebbe sembrare uno slogan senza senso. Non lo è affatto ed il motivo è stato ampiamente spiegato nel comunicato diramato
dal Direttivo del Coordinamento subito dopo la sottoscrizione dello Statuto e dell’Atto Costitutivo.
Di questo Coordinamento fa parte (e a pieno titolo, affermo con orgoglio, in quanto gli amici del Coordinamento hanno inteso
onorarmi della nomina a Presidente del Comitato dei Garanti del Coordinamento) proprio Futuro@Forense che, al pari delle altre
Associazioni sottoscrittrici i menzionati Statuto ed Atto Costitutivo, ha creduto fortemente in questa nuova entità (all’interno
della Politica Forense Nazionale), caratterizzata dall’incontro di problematiche legate ai singoli territori di provenienza da
portare all’attenzione generale e dalla diversità di opinioni mirata alla sintesi ed alla soluzione concreta delle problematiche
dell’Avvocatura.
Proprio per comprendere lo spirito che ci ha unito e ci unisce, occorre ricordare l’art. 3 dello Statuto del Coordinamento il
quale recita, testualmente, che «Il CNAF, consapevole del fatto che l’esistenza di una pluralità di formazioni corrisponde ad una
pluralità di idee e proposte, tali da rappresentare sempre un arricchimento per chi dovrà operarne la sintesi, intende esaltare il
ruolo della sintesi politica delle varie proposte, valorizzando le idee dei singoli ed enfatizzando l’unicum che ne deriva,
attraverso il confronto e la dialettica.
Con tali premesse il CNAF si propone di essere, attento, vigile, pronto ad intervenire per evitare comportamenti non corretti e
distorsioni, in danno dell’Avvocatura, ma anche dei singoli associati, ai quali fornirà supporto ed a tutela e difesa dei Cittadini.
Così volendo esaltare l’opera dei Padri Costituenti, consacrata nella Carta Costituzionale, in cui alla Difesa hanno attribuito
dignità Costituzionale quale diritto insopprimibile ed irrinunciabile per ogni Cittadino.
Il CNAF, apartitico e senza finalità di lucro, ha per scopo:
la progettazione ed il coordinamento di iniziative volte a favorire la realizzazione di un programma di riforma del sistema
giudiziario con l’integrale recupero del contraddittorio sulle scelte politiche e sulla tutela dei diritti della persona, dell’attività
forense sotto ogni aspetto deontologico e professionale, per contribuire alla formazione di un sistema giudiziario efficiente e
rispettoso dei diritti dei cittadini;
la tutela della Libera Professione di Avvocato e la difesa e la tutela dei diritti e degli interessi morali, economici e professionali
degli avvocati liberi professionisti; promuovere un’adeguata specifica preparazione professionale e politica dell’Avvocatura;
promuovere la conoscenza, la diffusione, la realizzazione concreta e la tutela dei valori fondamentali del diritto e del giusto
ed equo processo» (commi 1, 2 e 3).
Se mi permettete, in questa norma Statutaria, condiviso senza battere ciglio ed in prima battuta da tutti i Soci fondatori, vedo
lo spirito di Futuro@Forense, visto che lo stesso articolo ricalca l’art. 3 dello Statuto della nostra Associazione
(«L’Associazione, apolitica e senza finalità di lucro, ha per oggetto la progettazione ed il coordinamento di iniziative volte a
favorire la realizzazione di un programma di riforma del sistema giudiziario con l’integrale recupero del contraddittorio sulle
scelte politiche e sulla tutela dei diritti della persona, dell’attività forense sotto ogni aspetto deontologico e professionale, per
contribuire alla formazione di un sistema giudiziario efficiente e rispettoso dei diritti dei cittadini»), ampliandone il contenuto.
Non sono parole vuote, quelle menzionate nei citati articoli 3.
Siamo nati, Futuro@Forense è nato il 4/5/18, perché l’Avvocatura possa fungere da effettivo sprono della politica,
pungolandola sugli argomenti che la riguardano, in considerazione del fatto che – a tutt’oggi e talvolta (molto spesso?) – parte
della Avvocatura (minoritaria e non rappresentativa di tutta la categoria) non abbia discusso con la politica, dei problemi della
Categoria.
Chi conosce Futuro@Forense ed i suoi singoli membri, sa bene come si sia sempre cercato di dare spazio alle problematiche
del Collega (siano esse di ordine pratico che di ordine «ideologico»). Il Collega, prima di tutto.
Sorvolo sulle iniziative di Futuro@Forense dentro e fuori dalle Istituzioni (perché, lo ricordo anche con un po’ di presunzione,
il nostro Gruppo è nelle Istituzioni), soffermandomi – invece – sulle splendide iniziative a favore dei Colleghi. Come posso non
ricordare la nostra attività convegnistica e formativa, che tanto fa storcere il naso a qualcuno che, in passato, ha avuto la
possibilità di crescere ed invece si è fermato al suo ego?
Come posso non ricordare l’attività editoriale del nostro Gruppo che, nel momento in cui fu proposta in Assemblea, trovò
l’appoggio unanime ed incondizionato di tutti i soci che partecipano attivamente alla redazione del nostro giornale on line e
cartaceo?
Futuro@Forense (nata solo nel maggio ’18) ha trovato, lungo il viaggio, dei compagni di (av)ventura con i quali si è stretta
una grande amicizia che va al di là della semplice «alleanza» ed invece si è rivelata «condivisione di problematiche e voglia di
soluzione» (oltre che un ottimo rapporto personale che sfocia nelle lunghe telefonate estive mie con Enrico Calabrese o negli
sfottò con Francesco Notari, cui mi accomuna la calvizie, o le spettacolari chiacchierate con Andrea Loi circa le nostre figlie e le
nostre esperienze politiche e professionali, tanto per fare un esempio).
I problemi che ci hanno visti uniti e partecipi? Tanti. Il problema della monocommittenza, ad esempio (grande Anna Chiara
Forte!); o la proposta di legge Bruno Bossio per una Cassa Forense diversa (perché, non dimentichiamolo, un’altra Cassa
Forense – più sostenibile e meno «matrigna» – è possibile), su cui Eugenio Naccarato può fare lezione a parecchi «esperti» del
settore; o – ancora – la mancanza di volontà (da parte di incandidabili e/o ineleggibili) a lasciare la poltrona (Franca Giordano è
spettacolare quando affronta l’argomento e ci mette un ardore che gli altri – pur se schifati dal problema – si sognano).
Soprattutto, la coerenza ci unisce, visto che – contrariamente ad altri soggetti che aspirano al riconoscimento di «associazione
maggiormente rappresentativa a livello nazionale» – non siamo disposti a fare accordi con il diavolo e l’acquasanta. La Politica
(in generale e quella Forense, in particolare) deve essere credibile e la credibilità la si acquista proprio dalla coerenza.

Come Futuro@Forense, possiamo definirci coerenti con la nostra (piccola) storia e con i nostri programmi; all’interno del
CNAF abbiamo portato la nostra storia, la nostra coerenza e la nostra serietà.
Il CNAF ci ha visti partecipi sin dalla sua ideazione (Luigi Vitali, Enrico Calabrese, Peppe Riccio, Andrea Loi, Anna Chiara
Forte, Franca Giordano, Francesco Notari, Eugenio Naccarato ed io, tutti quali Presidenti di varie Associazioni territoriali), lo
abbiamo fortemente voluto così come lo abbiamo in effetti creato). Un formidabile laboratorio di idee, di contenuti, di dibattito
perché si arrivi ad una sintesi.
Non so se il progetto del Coordinamento si rivelerà effimero oppure sarà la soluzione di vari problemi. Finora, dobbiamo
sottolineare la sconfitta di un sistema che tenta di modificarsi con un sistema antitetico e speculare. Ecco, noi non vogliamo
sostituire un potere con un altro; noi vogliamo che siano le Associazioni (come fatte di persone e di idee e con la loro
specificità) che si incontrano e discutono a modificare il sistema: un progetto rivoluzionario.
La nostra storia, la nostra coerenza e la nostra serietà continuerà ad essere a disposizione di tutti i Colleghi. I quali sanno che,
da oggi, la loro voce troverà ascolto a livello nazionale, grazie ad un Gruppo (il CNAF) disposto a lasciare ad altri sotterfugi ed
accordi.
La dignità degli Avvocati, la nostra dignità non ha prezzo.
Ed i Colleghi del CNAF (tutti i Colleghi del CNAF) lo hanno compreso bene.
Ad maiora.

Nicola Zanni

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