Il Regolamento Assistenza di Cassa Forense

Si è svolto presso la Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari in data 22/09/2025 un evento formativo e molto partecipato dal titolo: “Il Regolamento Assistenza di Cassa Forense” organizzato dalla Associazione Futuro@Forense.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente del COA a mezzo della Consigliera dell’Ordine, nonché neo Presidente della Associazione F@F, avv. Eugenia Acquafredda e del Vice Presidente della associazione Futuro@Forense, avv. Raffaele Magarelli, si è entrati nel vivo del tema oggetto di convegno con il nostro Delegato Distrettuale di Cassa Forense – avv. Francesco Maione – e con il Delegato Distrettuale di Cassa Forense del Foro di Brindisi – avv. Stefano Morgese, ai quali va il nostro più sentito e sincero ringraziamento per aver accettato l’invito.

L’incontro è stato moderato dalla sottoscritta, alla quale è spettato il compito di introdurre l’argomento, ovvero il regolamento di Cassa Forense in tema di Assistenza entrato in vigore il 01/01/2024.

Quello che è emerso da parte dei nostri relatori nel corso del loro mandato e, di converso, da parte di tutti i Delegati Distrettuali di Cassa Forense è la scarsa informazione di noi avvocati ed avvocate in ordine ai bandi e alle convenzioni che Cassa Forense annualmente mette a nostra disposizione.

Il Regolamento Assistenza di Cassa Forense in vigore ormai da oltre un anno è stato oggetto di revisione proprio in virtù dei cambiamenti sociali che hanno investito anche il mondo della avvocatura per consentire, dunque, una maggiore fruibilità ed un più facile accesso da parte dei colleghi e delle colleghe alle iniziative contenute nel regolamento stesso.

Un principio regolatore alla base della emanazione di tali regolamenti (assistenza e previdenza) è quello della regolarità sia nell’invio del Modello 5, sia nel conseguente versamento dei contributi a Cassa Forense, dato che la spesa previdenziale aumenta a causa del numero decrescente di iscritti a Cassa e, quindi, a causa di un numero decrescente di avvocati che svolgono la professione oltre che a causa di un calo dei fatturati che si registra in modo particolare al Sud Italia.

L’avv. Stefano Morgese ha analiticamente descritto la struttura del sistema assistenziale, evidenziando che il regolamento è strutturato in 27 articoli e, dopo il titolo I dedicato ai principi, ha sviscerato i titoli II, III e IV dedicati rispettivamente al “sostegno alla professione” – titolo II, al “sostegno alla salute” – titolo III e al “sostegno alla famiglia” titolo IV.

Ogni anno Cassa Forense mette a disposizione dei propri iscritti e delle iscritte una serie di bandi a seconda che si riferiscano alla professione, alla salute, ovvero alla famiglia e, a seconda del riscontro che ricevono da parte della Avvocatura, Cassa periodicamente ne valuta la riproposizione o la proposizione di nuovi ed ulteriori rispetto a quelli già proposti.

I bandi vengono pubblicati tutti insieme ad inizio anno e comunque entro il 31 marzo di ciascun anno perché si vuole consentire all’avvocato di conoscere tutti i bandi messi a disposizione e di poter scegliere dunque quello più utile, dato che si può accedere ad un solo bando assistenza per ogni settore (professione, salute e famiglia) non potendosi, invece, cumulare quelli relativi allo stesso titolo ed ambito, è ammesso invece che il professionista nello stesso anno acceda ad iniziative relative ad ambiti diversi tra la professione, la salute e la famiglia.

Tutti i bandi a sostegno della professione e della famiglia richiedono la regolarità contributiva, unica deroga ammessa è per l’accesso a bandi e convenzioni relativi alla salute uniformandosi ad un principio solidaristico costituzionalmente riconosciuto all’art. 38 della nostra Carta.

Grande riscontro ha ricevuto in questi anni il bando per l’acquisto di strumenti informatici, quello – purtroppo – per le vittime di violenza di genere e quello che prevede un contributo per i centri estivi per i figli e le figlie dei colleghi e delle colleghe.

Nell’excursus sui bandi è emerso che vi è quello a sostegno per coloro che necessitano di una casa di riposo, ovvero quelli per le borse di studio per i figli iscritti all’università o che alloggiano in studentati o, ancora, sussidi e contributi per figli orfani di avvocati nel caso di premorienza.

Ogni anno Cassa Forense versa per ciascun iscritto € 140,00 di premio alla Compagnia di Assicurazione per la polizza Unisalute per lo svolgimento di un check up con strutture convenzionate a cui molti di noi non si sottopongono, magari per scarsa conoscenza di tale progetto.

Le tipologie di check up variano da uomo a donna e a seconda dell’età; l’obiettivo di Cassa Forense è riuscire ad inserire nel check up delle donne sopra i 50 anni non solo lo screening senologico, ma anche un percorso di tipo ginecologico.

L’invito è certamente quello di visitare il sito di Cassa Forense al fine di poter avere concretamente l’idea di quante opportunità vengano messe a disposizione di noi iscritti ed iscritte.

L’avv. Francesco Maione, invece, dopo questo viaggio intorno ai vari Bandi e alle varie convenzioni di Cassa Forense, si è soffermato sull’aspetto relativo alla pensione di invalidità e di inabilità messe a disposizione da Cassa Forense.

Ed invero, è previsto, per esempio, un indennizzo da parte di Cassa nel caso di inabilità temporanea ricompresa tra i 60 ed i 365 giorni secondo un calcolo che si basa sul valore medio dei propri redditi.

Cassa Forense eroga una pensione di invalidità a coloro che si ritrovano con una ridotta capacità lavorativa pari fino ai 2/3 e il suo ammontare è calcolato sulla base dei redditi dichiarati e dei contributi versati, ragione per cui Cassa Forense – in questi casi – versa mensilmente all’iscritto una pensione di invalidità.

Nel caso, invece, di totale inabilità al lavoro che determina il doversi cancellare dall’Albo per incapacità lavorativa, Cassa Forense, sempre a seguito di valutazione da parte di una commissione medica, concede e riconosce all’iscritto non solo una pensione, ma anche una anzianità contributiva di ulteriori 5 anni al fine di consentire al medesimo di poter raggiungere prima l’età pensionabile.

I professionisti iscritti a Cassa che superano un reddito di € 130.000,00 annui versano oltre al 4% del loro fatturato un ulteriore 3% al fondo costituito per coloro che versano poco o nulla a Cassa Forense, questo perché il sistema è basato sul principio della solidarietà tra gli iscritti e, soprattutto, perché il sistema deve risultare sostenibile per almeno i prossimi 20 anni e, oggi, sulla base dei bilanci di previsione, Cassa Forense ha un piano di sostenibilità ad almeno 30 anni.

L’incontro, infine, ha riconosciuto ai partecipanti ben 3 crediti deontologici.

Altri momenti di confronto ci aspettano. Il 29/09/2025, infatti, sempre presso la Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati è previsto un altro momento di incontro in tema di Minori Stranieri Non Accompagnati e, quindi, non ci resta che ricordare il nostro motto:

NOI CI SIAMO!

Eugenia Acquafredda

 

 

 

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