L’Avvocato e l’Emergenza Scolastica: un confronto multidisciplinare sull’istruzione che coinvolge profili giuridici, sociali e psicologici.

Il 24 ottobre 2025, presso la sala convegni dell’Hotel HI di Bari si è tenuta la 3^ Giornata della Avvocatura, dedicata al tema de “L’ Avvocato e le Emergenze Sociali”, promossa dall’Associazione Futuro@Forense.  La 2^ sessione, dedicata al tema “L’Avvocato e l’emergenza scolastica”, è stato moderato dall’avv. Caterina Coppi, con la partecipazione di tre validissimi relatori: la dott.ssa Rosa Lisa De Nicolò, dirigente scolastico presso IC G. Venisti – Rita Levi–Montalcini a Capurso (BA), la dott.ssa Antonia Capriati, assistente sociale specialista, presso il comune di Triggiano (BA) ed il dott. Vincenzo D’Amore, psicologo e psicoterapeuta.

L’iniziativa ha riscosso un ampio successo, grazie anche al vivace dibattito che ha coinvolto tutti i partecipanti in sala. Le domande e le riflessioni degli intervenuti, peraltro quasi tutti – anche se a diverso titolo (avvocati, psicologi, …) – competenti della materia, hanno consentito di ampliare la discussione, approfondendo i molteplici profili — giuridici, sociali e psicologici — del fenomeno della dispersione e dell’evasione dell’obbligo formativo.

Al centro dell’incontro è stato posto l’esame del Decreto-Legge 15 settembre 2023, n. 123, noto come “Decreto Caivano”, convertito nella Legge 13 novembre 2023, n. 159, che rappresenta uno dei più recenti e significativi interventi legislativi, scaturito a seguito dei gravi fatti di cronaca avvenuti a Caivano (NA), con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei minori e la responsabilità genitoriale.

Di particolare rilievo, inoltre, è stata l’introduzione dell’art. 570-ter del codice penale, che punisce con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 2.000 euro chi, essendovi tenuto per legge o per provvedimento dell’autorità, omette senza giustificato motivo di garantire l’adempimento dell’obbligo scolastico del minore affidato alla sua cura o vigilanza.

Tale disposizione, si badi bene, non ha finalità meramente punitive, in quanto la tutela apprestata è di tipo preventivo e sanzionatorio e mira a responsabilizzare i genitori o i soggetti affidatari, valorizzando la funzione educativa e l’interesse superiore del minore, riaffermando un principio fondamentale del nostro ordinamento: l’istruzione è un diritto inviolabile del minore e un dovere giuridico dei genitori, tutelato dagli artt. 30 e 34 della Costituzione.

Infatti, come evidenziato dall’avv. Coppi nel suo intervento introduttivo e poi da tutti i relatori, la norma “segna un passaggio di civiltà giuridica, restituendo centralità alla funzione educativa della famiglia e riconoscendo nella scuola non solo un luogo di apprendimento, ma uno spazio di cittadinanza e di inclusione”.

I relatori, tra l’altro, condividendo dati e riflessioni, hanno posto in evidenza come il fenomeno della dispersione e dell’evasione scolastica continui a rappresentare una vera e propria emergenza nazionale.

In Puglia, come in molte regioni del Mezzogiorno, i tassi di abbandono scolastico restano superiori alla media europea, con ripercussioni dirette sul tessuto sociale e sull’economia locale.

La dott.ssa De Nicolò, rimarcando il contributo fornito dal proprio istituto per il superamento del problema ha evidenziato il legame tra insuccesso formativo e povertà educativa, sottolineando la necessità di una rete di collaborazione costante tra scuola, servizi sociali e famiglie.

La dott.ssa Capriati, dal suo canto, ha illustrato le numerose misure e procedure operative adottate dai servizi sociali territoriali, evidenziando, tuttavia, le criticità di un sistema che spesso si trova a intervenire in ritardo, talvolta anche in maniera differenziata tra le varie zone, vincolato come è dai contributi economici e dalla frequente carenza di personale. Ha, inoltre, portato all’attenzione la creazione di un recente strumento di intervento denominato PIM (Pronto Intervento Minori) avente il fine di costituire sul territorio un vero e proprio braccio prontamente operativo, direttamente collegato con la Procura Minorile presso il Tribunale per i minorenni.

Il dott. D’Amore ha infine posto l’accento sulle dimensioni psicologiche del fenomeno, spiegando come il disagio scolastico possa evolvere in comportamenti di isolamento, rifiuto o devianza. Ha sottolineato la necessità di porre attenzione al comportamento del minore, in quanto spesso quello che viene visto come un semplice rifiuto di frequenza scolastica, può in realtà celare un più profondo e devastante disagio da approfondire.

Tutti i contributi hanno, comunque, messo in luce come l’abbandono scolastico non sia solo una questione educativa, ma un problema strutturale che incide anche sullo sviluppo economico del Paese: secondo le stime europee, ogni punto percentuale di dispersione scolastica in più si traduce in una perdita del PIL potenziale e in un aumento del rischio di marginalità sociale.

Il convegno ha dunque ribadito il ruolo centrale dell’avvocatura e degli operatori del diritto nella promozione della cultura della legalità e nella tutela effettiva dei diritti dei minori.

Come emerso dal dibattito, la normativa introdotta dalla Legge Caivano impone un rinnovato impegno interpretativo e applicativo, affinché la risposta giuridica non si limiti alla repressione, ma diventi strumento di prevenzione, educazione e inclusione.

L’incontro si è, infine, concluso con la consapevolezza che l’“emergenza scolastica” è una questione che chiama in causa la responsabilità collettiva — delle famiglie, delle istituzioni e della società civile — e che solo attraverso una sinergia stabile tra mondo del diritto, scuola e servizi sociali sarà possibile garantire ai giovani il diritto fondamentale a un futuro di conoscenza, libertà e dignità.

NOI CI SIAMO!

                                                                                                                                                              Caterina Coppi

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