Si ritenga schiaffeggiato

In un assolato pomeriggio agostano dove la calura ottenebra i pochi e confusi pensieri, ancora più imbrogliati dalla pletora di messaggi augurali per la sospensione feriale (ed io ero rimasto agli auguri in occasione delle feste comandate) ho sognato di essere colto da un rigurgito di onore e di aver schiaffeggiato un figuro.

In verità, lo schiaffo non fu quello vastaso e rozzo tirato dal basso verso l’alto (come molti meriterebbero di ricevere solo a scopo terapeutico).

Fu un gesto, impercettibile e nobile nei movimenti; il mio guanto destro a lambire la guancia del sorpreso offensore per poi essere gettato in terra.

Così come il torto subito, non un’azione violenta, non un attacco alla mia (discutibile) onorabilità, semplicemente un’offesa all’umana intelligenza, al decoro umano ridotto in una semplice domanda: “non puoi essere così stupido”

Al risveglio una domanda ha echeggiato nella mia mente.

E se i conflitti interpersonali venissero risolti secondo le regole dell’antico codice cavalleresco piuttosto che attraverso il ricorso ai post sui social?

Sia chiaro, quello che vorrei evidenziare è il valore etico (che strano aggettivo usato a sproposito e spesso abusato) del duello dove l’obiettivo primario quasi mai coincide con il desiderio dell’estinzione fisica dell’avversario, concretizzandosi, piuttosto nella naturale ambizione di ottenere soddisfazione, ristabilire l’onore e la rispettabilità dimostrando la ferma volontà di mettere in gioco la propria incolumità per esse.

Chi non ricorda il duello tra Paride e Menelao (terzo libro dell’Illiade)

Sto divagando, siamo nel 2021 e nessun ordinamento moderno consente al singolo l’uso della forza, del resto parrebbe che il monopolio della forza appartenga allo Stato.

“nessun ordinamento moderno consente al singolo l’uso della forza”

Vuoi vedere che in questo pensiero risiede la chiave di volta che sostiene gli equilibri all’interno di una comunità organizzata.

Quindi, richiamati i principi generali del nostro ordinamento (così come direbbe un fine predicatore) non mi è consentito sfidare a duello l’offensore di turno, salvo togliergli l’amicizia su facebook.

A questo punto dovrò accendere il condizionatore, sperando di non incontrare Il conte Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona di Conversano e il duca Francesco Carafa di Noja.

E tutto andando a male, soccorre il pensiero dello scrittore Mark Twain

“Io disapprovo profondamente i duelli. Se un uomo dovesse sfidarmi, lo prenderei gentilmente e con aria di perdono per la mano e lo porterei in un posto tranquillo e lo ucciderei.”

Fidatevi, io sono

il Grillo

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